Pane del cielo

Pane del cielo

Fin dall'antichità e in tutto il mondo, il pane ha rivestitito un ruolo importante per la sopravvivenza dell'uomo.

Si tratta di un alimento povero, semplice da realizzare a tutte le latitudini, con diversi procedimenti.

Come un bravo genitore si preoccupa della sussistenza dei propri figli, procurando loro il pane, così Dio, che è un Padre amorevole, quando è mancato il sostentamento, è accorso per salvare da morte certa il popolo che si era scelto, Israele, il quale vagava affamato per il deserto:

Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di ciò che raccoglieranno ogni altro giorno».

(Esodo 16, 4-5)

La manna, il pane piovuto dal cielo, non è frutto del lavoro degli uomini, essi non la procurano da sè, bensì è un cibo che Dio dispensa gratuitamente all'uomo, per l'amore che il Creatore porta alla sua creatura.

Ma come ogni genitore, Dio cerca anche di educare i propri figli, mette alla prova la fede degli uomini, chiedendo di non accumulare ciò che serve al loro fabbisogno, ma di fidarsi del fatto che il Signore provvederà loro ciò di cui necessitano, addirittura raddoppiando la razione della manna il sesto giorno, così che il settimo possano mangiare e riposare (come prescritto dalla Legge mosaica) senza dover lavorare per raccoglierla.

La stessa idea è richiamata dalla preghiera per eccellenza, insegnataci direttamente da Gesù, il Padre nostro:

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

...con la quale si chiede a Dio di provvedere quotidianamente alla nostra sussistenza, perchè l'atto di fede, di fiducia in Dio e nel suo soccorso, possa rinnovarsi tutti i giorni.

Il pane è dunque importante per l'uomo, al punto che è scritto:

Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro patrimonio per ciò che non sazia?

(Isaia, 55, 2)

Eppure dopo un digiuno di quaranta giorni e quaranta notti, quando Gesù ebbe fame, pur tentato dal diavolo che gli chiedeva di mutare dei sassi in pane, gli rispose:

«Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

(Matteo 4,4)

Egli ci insegna che, per scampare alla morte, non possiamo nutrirci di solo pane. Occorre alimentarci con un altro cibo più prezioso, un pane spirituale che viene dal cielo, la parola che esce dalla bocca di Dio.

Di questa parola per eccellenza (Logos) conosciamo che:

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste. 

(Giovanni 1, 1-3)

 

Si tratta dunque della parola creatrice di Dio, che Egli pronunzia e che dispiega i suoi effetti:

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

(Genesi 1, 3)

 

Di questa parola è scritto:

Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare,
così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.

(Isaia, 55, 10-11)

 

Come la pioggia e la neve, così questa parola è discesa dal cielo, per incarnarsi nel Mesiah (Messia) e farsi nutrimento per l'uomo.

Dio ha voluto che Gesù Cristo nascesse in un piccolo villaggio, Bet-Léhem (Betlemme), in ebraico casa del pane.

E come pane disceso dal cielo, questa parola viva e incarnata ebbe a nutrire gli uomini nelle sinagoghe e per le vie.

Si tratta di una parola sapida, di un alimento gustoso, che passa di uomo in uomo, di popolo in popolo, di generazione in generazione, giungendo fino a noi.

Nell'ultima cena, quando venne istituito il S. Sacramento dell'Eucarestia:

Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo».

(Matteo 26, 26)

Il pane celeste che ci offre Dio è dunque il corpo di Suo figlio Gesù, la Parola, il Verbo incarnato venuto ad abitare in mezzo a noi.

A chi non avesse ancora compreso, Gesù chiarisce:

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

(Giovanni, 6, 48-51)

 

 

Date

22 Gennaio 2015

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Effatà

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